TemperaFaccia di tempera
se mi dimentico il sorriso
arrivi tu col pennarello,
un po’ di rosso e rido anch’io.

Faccia di tempera
che dici gli anni con le dita,
che sai volare e dall’astronave,
dalle mie spalle guardi giù.

 

E sei più grande, molto più di me,
ma forse questo lo eri già, 
per arrivare in alto come te
dovrò inventare l’astronave che non c’è!

Faccia di tempera,
c’era una volta il tuo zainetto,
sperduto in mezzo al bosco,
nascosto in qualche posto,
nella risposta ai ‘Dove sta?’

Faccia di tempera,
sotto il mio trucco ormai sbiadito
c’è quello che ho smarrito:
la strada per Coppito
è l’astronave che non c’è.
             
E sarai grande, molto più di me
che sarò un mezzo Peter Pan,
saprò volare solo grazie a te
che mi hai insegnato l’astronave che non c’è.

Faccia di tempera
si è fatto sabato sul viso,
ma invece di partire
vorrei farti capire
che torno a casa e resto qui.